{"id":13,"date":"2013-03-26T09:21:25","date_gmt":"2013-03-26T08:21:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/?page_id=13"},"modified":"2014-01-17T16:25:27","modified_gmt":"2014-01-17T15:25:27","slug":"cittadella-della-cultura-a-palazzo-boldrin","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/?page_id=13","title":{"rendered":"Cittadella della cultura a Palazzo Boldrin"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #800000;\">Cittadella della cultura a Palazzo Boldrin<\/span><\/p>\n<p>Grazie al generoso lascito di Brunetto Boldrin (1876-1941), la Biblioteca Comunale fu trasferita nel suo palazzo sito nella centralissima via Conti nel 1943.<\/p>\n<p>Nel 1972 le raccolte librarie furono collocate al piano nobile dell\u2019edificio.<\/p>\n<p>Al principio degli anni Ottanta la biblioteca venne totalmente risistemata e intitolata ufficialmente a don Gaetano Baccari (1752-1839), intellettuale di spicco nella Lendinara di fine Settecento, interessato alla diffusione della cultura e appassionato bibliofilo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/CIT_1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14 aligncenter\" alt=\"CIT_1\" src=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/CIT_1.png\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/CIT_1.png 300w, https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/CIT_1-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nucleo originario della biblioteca, costituito da circa 7.000 volumi, e\u00b4 formato proprio dai libri che don Baccari raccolse e dono\u00b4 alla cittadinanza agli inizi dell\u2019Ottocento. Incunaboli, cinquecentine, libri antichi e libri moderni, conferiscono alle raccolte un aspetto eclettico e suggestivo, da cui discendono compiti di conservazione e valorizzazione dei fondi antichi, e di impulso alla pubblica lettura con campagne mirate di acquisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1990 e\u00b4 stato trasferito nei locali di pianterreno del palazzo l\u2019Archivio storico del Comune, riordinato e inventariato: circa 4.000 pezzi tra registri, atlanti di propriet\u00e0, fascicoli amministrativi, che costituiscono una miniera di notizie sulla storia locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assieme all\u2019archivio storico comunale sempre nel corso degli anni Novanta sono stati acquisiti su comodato della Regione del Veneto altri importanti archivi di natura privata che nel corso dell\u2019Ottocento erano confluiti presso una nobile famiglia cittadina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra di loro spicca per importanza per la storia padovana l\u2019archivio della famiglia De Lazara (documenti dal XII al XIX secolo) e quello Malmignati per Lendinara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da circa 20 anni poi \u00e8 confluito in biblioteca l\u2019archivio di Giuseppe Marchiori (1901-1982), critico d\u2019arte moderna fra i piu` raffinati del Novecento Italiano. Nei sessanta faldoni del suo archivio si conservano i carteggi con Saba, Morandi, Licini, Birolli e altri artisti e letterati d\u2019Italia e d\u2019Europa, che offrono una preziosa finestra sull\u2019arte italiana ed europea del XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua continua evoluzione, tesa soprattutto ad incrementare le testimonianze e la ricerca sulla storia locale e i servizi all\u2019utenza, l\u2019Istituto approda nel primo decennio del Duemila alla Cittadella della cultura, promovendo un piano accresciuto ed integrato della disposizione delle raccolte librarie ed archivistiche nel palazzo e nelle dipendenze, facendo nel contempo spazio ad una proposta mussale (il Museo del Risorgimento in Polesine) che riprende l\u2019impegno civile e politico del territorio polesano e soprattutto di due prestigiose figure del Risorgimento nazionale: Alberto Mario (1825-1883) e Jessie White (1841-1907).<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">Palazzo Malmignati-Conti-Boldrin <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Dimora di Mecenati delle Arti<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Palazzo Boldrin e\u00b4 uno dei palazzi storici di Lendinara, sito sulla sinistra dell\u2019Adigetto, con in faccia la mole della chiesa di san Biagio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venne costruito nella prima meta\u00b4 del Cinquecento dal cavaliere della Serenissima Vincenzo Malmignati, una delle piu\u00b4 interessanti figure del Cinquecento lendinarese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piu\u00b4 volte Regolatore del comune, promotore e primo presidente del Consorzio Valdentro, commissario per l\u2019erezione del Santuario della Madonna del Pilastrello, il Malmignati si distinse nelle istituzioni locali e nei rapporti esterni per mecenatismo e nobilta\u00b4 .<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/CIT_2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-15 aligncenter\" alt=\"CIT_2\" src=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/CIT_2.png\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/CIT_2.png 300w, https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/CIT_2-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019edificio, in stile ferrarese, conserva il prospetto originale, distribuito su due ordini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il registro inferiore e\u00b4 caratterizzato da un alto zoccolo e dal portale centinato, sormontato dallo stemma di famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ordine superiore, delimitato dal cornicione dentellato e da una cornice marcapiano, e\u00b4 dotato di una classica loggia in marmo con poggiolo a balaustra; quest\u2019ultima reca due stemmi di famiglia sui pennacchi e l\u2019incisione del nome del committente sull\u2019architrave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La facciata era decorata da magnifici affreschi, che vennero attribuiti a G. B. Zelotti, allievo del Veronese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente sono in gran parte scialbati. Dai pochi lacerti sopravvissuti, e seguendo le testimonianze di fine Settecento, si riconoscono quattro grandi figure femminili (simboleggianti le stagioni) e il fregio superiore con putti e animali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il palazzo pass\u00f2 dai Malmignati pass0\u00b4 alla nobile famiglia Conti, che vi fece costruire accanto a meta\u00b4 Seicento un palazzo gemello ristrutturato nel 1772 che al primo e\u00b4 unito e armonizzato dal cornicione continuo a mensoloni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il palazzo fu abitato anche dal poeta Giovan Battista Conti, che si guadagno\u00b4 fama in Italia e Spagna per una ispirata traduzione di poesie castigliane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il palazzo pervenne poi in propriet\u00e0 alla famiglia Boldrin. Nel 1941 Brunetto Boldrin lascio\u00b4 in eredita\u00b4 il palazzo ad un Ente Morale (riconosciuto con decreto 3 giugno 1955) con finalit\u00e0 di assistenza e di divulgazione della cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle sue sale venne trasferita da Palazzo Perolari la Biblioteca Comunale nel 1943.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Mappa dei servizi della Cittadella della Cultura<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-16 aligncenter\" alt=\"MAP_3\" src=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3-300x254.png\" width=\"300\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3-300x254.png 300w, https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3.png 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-17 alignleft\" alt=\"MAP_3-1\" src=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3-1-187x300.png\" width=\"187\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3-1-187x300.png 187w, https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3-1.png 313w\" sizes=\"auto, (max-width: 187px) 100vw, 187px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-18 alignright\" alt=\"MAP_3-2\" src=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3-2-181x300.png\" width=\"181\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3-2-181x300.png 181w, https:\/\/www.istituzioneboldrin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/MAP_3-2.png 303w\" sizes=\"auto, (max-width: 181px) 100vw, 181px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cittadella della cultura a Palazzo Boldrin Grazie al generoso lascito di Brunetto Boldrin (1876-1941), la Biblioteca Comunale fu trasferita nel suo palazzo sito nella centralissima via Conti nel 1943. 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